Lovelace è il nome del sistema di dashboard di Home Assistant. È la parte che vedi ogni volta che apri l’app o il browser: pannelli di controllo, indicatori, pulsanti. Non è “solo grafica”: una dashboard fatta male ti fa perdere secondi ogni volta che vuoi accendere una luce, e nell’arco di un anno diventa la differenza fra “uso HA quotidianamente” e “l’ho lasciato acceso ma non lo apro mai”.

In questo capitolo vediamo come è strutturata una dashboard, i due modi di editarla (storage vs YAML), le card di base che coprono il 90% dei casi e una regola d’oro per non ritrovarsi con dashboard illeggibili dopo sei mesi.

Storage mode vs YAML mode

Quando editi una dashboard in HA, i tuoi cambiamenti vengono salvati in uno di due modi.

Storage mode (default): la dashboard vive in un file JSON in <config>/.storage/, gestito interamente da HA. Modifichi tutto dalla UI, con drag & drop e dialoghi grafici. È il modo consigliato per chi non vuole scrivere YAML.

YAML mode: la dashboard è un file YAML in <config>/dashboards/ (o direttamente in configuration.yaml come lovelace: mode: yaml). Modifichi con un editor testo, ricarichi da UI. È più veloce quando devi fare cambi ripetitivi o copiare pezzi da un’altra dashboard, e permette il versioning con git.

Puoi mescolare: dashboard principale in storage mode + una seconda dashboard “power user” in YAML mode. La scelta si fa in Impostazioni → Dashboard → il tuo dashboard → menu ⋮ → Ricarica risorse / Cambia modalità.

Un consiglio: inizia sempre in storage mode. Passi a YAML solo quando ti accorgi che stai facendo le stesse modifiche ripetute. Convertire da storage a YAML è semplice (menu ⋮ → “Modifica come YAML”), il contrario invece no.

La gerarchia: dashboard → vista → sezione → card

Ogni installazione HA parte con una dashboard di default. Ma puoi averne quante vuoi: una per te, una “kiosk” per il tablet in cucina, una minimale per gli ospiti.

Dentro una dashboard hai viste (le tab in alto): “Panoramica”, “Camere”, “Sicurezza”, “Grafici”. Ogni vista è una schermata a sé.

Dentro una vista hai due modi di organizzare il contenuto:

  • Vista “Sezioni” (moderna, default dalla 2024.3): la pagina è una griglia riorganizzabile con sezioni titolate. Le sezioni si ridispongono da sole in base alla larghezza dello schermo (desktop → più colonne, mobile → una colonna). È il modo consigliato per le dashboard nuove.
  • Vista “Griglia” classica (legacy): colonne fisse con card impilate. Funziona ancora, ma per nuove dashboard è meglio evitare.

Dentro una sezione (o una colonna, in modalità griglia) piazzi le card, cioè i mattoncini visuali con cui interagisci: tile, glance, entità, bottoni, grafici.

Le card ufficiali fondamentali

Non le vediamo tutte perché sono più di trenta, ma queste sono quelle che ti serviranno probabilmente ogni giorno.

CardA cosa serve
TileUn singolo device (luce, presa, termostato) con nome, icona e stato. Il “mattoncino” moderno di default.
EntitiesUna lista compatta di entità, una per riga. Utile per gruppi tematici (es. “tutte le batterie”)
GlanceGriglia di entità con icona grande, senza dettagli. Perfetta per uno sguardo veloce (es. “chi è a casa”)
ButtonUn grande pulsante per un’azione (es. “attiva scena”, “arma allarme”)
GaugeIndicatore a lancetta, con soglie colorate (es. “consumo istantaneo”, “temperatura esterna”)
StatisticUn singolo numero grosso da un sensore, con statistica (media giornaliera, minimo mensile, ecc.)
History graphGrafico storico di uno o più sensori, con range temporale
Weather forecastCard meteo con previsioni
MapMappa con la posizione delle persone e delle zone
Media controlControlli per media player (Spotify, Chromecast, Sonos)
MarkdownTesto formattato libero, utile per titoli, note, promemoria

Il tipico setup di partenza usa Tile per i controlli dei device più usati, Glance per uno sguardo generale (presenze, batterie, dispositivi accesi), Gauge o Statistic per i numeri importanti (temperatura, consumo), History graph per capire l’andamento.

Le custom card, quando servono

Le card ufficiali coprono la funzionalità di base. Per estetica e casi speciali si passa alle custom card, installabili via HACS (categoria Frontend). Le più utili:

  • Mushroom cards: set completo di card in stile “moderno pulito”, con controlli slim, chip di stato compatti, animazioni. La più adottata per dashboard con look consistente.
  • Mini graph card: grafici molto compatti, adatti a incastonarli in card composite (es. “temperatura camera” con mini-grafico incluso).
  • ApexCharts card: grafici avanzati (linee, aree, colonne, timeline) con configurazione ricca. Serve per grafici che HA standard non fa.
  • Button card: bottoni completamente personalizzabili, con condizioni, template, layout. Utili per pannelli densi tipo tablet a muro.
  • Auto entities: genera automaticamente una card che filtra entità per attributo (es. “tutti i device unavailable”). Salva molte righe di configurazione.

Attenzione: ogni custom card è codice frontend caricato dal browser. Meno ne installi meglio è, e ognuna è un vettore in più di problemi al prossimo update di HA. Se una card ufficiale fa il 90% di quello che ti serve, spesso è meglio accontentarsi.

La regola d’oro delle dashboard

Il singolo consiglio che salva più tempo nel medio periodo:

Una dashboard per contesto, non una dashboard per tutto.

La tentazione è di mettere tutto in un’unica pagina, con dieci sezioni scrollabili. Il risultato è che quando vuoi accendere una luce ci metti dieci secondi a trovarla in mezzo a grafici, meteo, telecamere e allarme.

Meglio invece:

  • Panoramica: solo le cose che leggi/attivi ogni giorno (luci principali, termostato di casa, presenze). Poche card, molto compatte.
  • Camere: una vista per stanza, con tutti i controlli di quella stanza.
  • Grafici / Storico: qui sì che vive la statistica, così quando ti serve la trovi, ma non appesantisce le altre viste.
  • Sicurezza: allarmi, telecamere, sensori porte/finestre.
  • Sistema / Diagnostica: batterie, connettività, versioni, aggiornamenti. Utile ma raramente aperta.

Ogni kiosk fisso (tablet a muro, cornice digitale) merita una dashboard dedicata, ancora più compatta: quel tablet non serve a controllare TUTTO, serve a controllare le 3-4 cose che stanno nella stanza dove è appeso.

Vista “Panel” per la card unica

Alcune card sono pensate per occupare tutto lo schermo: Chronos, il calendario, una mappa a tutta pagina, una dashboard di grafici. Per queste crea una vista con tipo Panel (1 card): la card sceglie da sola le dimensioni, senza margini né colonne extra. Impostabile dal menu ⋮ sulla vista, opzione “Tipo”.

Editing rapido: due scorciatoie che pochi conoscono

  • C (tastiera, da qualsiasi dashboard): apre il “Command palette” di Lovelace. Ci digiti il nome di un’entità e ti porta al suo dettaglio istantaneamente. Su tastiere non italiane potrebbe essere una lettera diversa; controlla in Impostazioni → Scorciatoie.
  • M: apre il menu principale (il tuo profilo, backup, ecc.).
  • Nel dialogo di modifica di una card, la sezione “Visualizza codice” in basso mostra sempre il YAML corrispondente alla card, anche se sei in storage mode. È il modo più veloce per capire come una custom card è stata configurata da un tutorial online e replicarla.

Ricapitolando

  • Inizia sempre in storage mode; passa a YAML solo se ti serve davvero.
  • Usa la vista “Sezioni” per le dashboard nuove.
  • Le card ufficiali coprono la maggior parte dei bisogni; le custom card sono comode ma vanno tenute a minimo.
  • Una dashboard per contesto, non una che fa tutto. Il tuo io fra sei mesi ringrazierà.
  • I tablet fissi meritano dashboard proprie, ancora più snelle.